Il Gran Premio di Cadilana, edizione 2013

Il 28 Aprile 2013 si è svolto a Cadilana (Lodi) il 17° Gran Premio presso l’Oratorio San Luigi, diretto da don Luigi Avanti (presidente del Club Clay Regazzoni e Parroco di Cadilana), noto a tutti come “il prete da
corsa”. La presenza di don Luigi ha fatto veramente piacere a tutti dopo il periodo di assenza forzata per motivi di salute.

Come ormai da alcuni anni a questa parte, dalla propria sede la Maserati di
Modena ha mandato in via del tutto eccezionale una Granturismo GT per dare prestigio alla manifestazione e offrire l’opportunità a tutti di provare un giro in cambio di una donazione per le opere di solidarietà proposte dal Club Clay Regazzoni.

Durante la manifestazione è stato installato anche un simulatore di F1 usato dai piloti della Ferrari (Alonso e Massa), grazie all’interessamento personale del Sig. Maurizio Senna, presidente della scuderia Ferrari di Sant’Angelo
Lodigiano e grande sostenitore del Club Clay Regazzoni. Alla manifestazione è intervenuta anche la ditta Fondmetal che ha permesso di mettere in mostra una vettura di F1 e un’esposizione al top della gamma di cerchi in lega leggera: nell’occasione Fondmetal ha messo a disposizione quattro cerchi (a scelta dalla propria gamma) per la sottoscrizione gratuita e volontaria a premi.

Come tutti gli anni le donne dell’Oratorio San Luigi si sono attivate per una accoglienza gastronomica stupefacente, con lo slogan “porte aperte a tutti, l’oratorio è la casa di tutti”,

La manifestazione è riuscita egregiamente sotto ogni punto di vista eccetto per il meteo in parte sfavorevole, ma il pubblico è stato decisamente numeroso.

Sotto il punto di vista solidaristico sono stati raccolti 3.900,00 euro grazie alla proposta di brevi giri su auto Maserati e Ferrari, con il simulatore e qualche oggetto venduto.

Alle 17 la manifestazione si è chiusa con la consegna di una pergamena speciale offerta ai possessori delle macchine esposte.

Nell’occasione si ringrazia vivamente tutte le aziende che ci hanno supportato in questa ed altre iniziative da noi svolte.

Il Consiglio Direttivo
Club Clay Regazzoni Onlus

Grande successo per l’atteso GP Cadilana

Testata: Kerb Motori.

Non esistono solo il GP di Monza di F.1 o il GP di Montecarlo, ma anche il GP Cadilana, giunto alla sua 17° edizione e il GP della Solidarietà, alla 19a. Ogni anno il Club Clay Regazzoni Aiutiamo la Paraplegia Onlus, allestisce il proprio circuito cittadino attorno al paddock situato nell’Oratorio San Luigi, a Cadilana di Corte Palasio, alle porte di Lodi. Qui i soci del Club capitanati da Don Luigi Avanti (Presidente) e Giacomo Tansini (Presidente Onorario), guidano supercar lungo il tracciato, e gli appassionati salgono al loro fianco in cambio di una piccola donazione. Marchi come Maserati, Ferrari, Alfa Romeo, presentano sempre un modello. Spicca la 147 GTA 3.2 di Don Luigi, pilota mancato, preparata da Balduzzi, rigorosamente di colore nero. Formidabile lo schieramento a tre punte del Tridente, arrivato ad avere in pista una Indy, due GranTurismo e una Quattroporte. Dietro la Chiesa, c’è il piccolo museo con modellini, tute e caschi di campioni quali Ivan Capelli, Bruno Giacomelli, Thomas Biagi, Guido Daccò, Andrea Bertolini e anche una monoposto tipo F.1. In vent’anni il Club ha raccolto quasi un milione di Euro, donati interamente in beneficienza. Il Club conta 9 membri nel Consiglio Direttivo (L. Codazzi, F. Codazzi, Secchi, Bellani, Bertoli, Identici, Maletti, Brocheri e l’ex-costruttore di F.1 Giancarlo Minardi) e 900 iscritti. Ricorda Giacomo Tansini: “Agli inizi Clay non era molto d’accordo nel fondare un nuovo club, viste le numerose attività che già lo vedevano impegnato in Italia a favore dei paraplegici. Però, dopo pochi anni, vista la serietà, accettò di fondare ufficialmente il Club a suo nome”.Il Club aiutò anche Gigi Villoresi, bisognoso di un supporto. Sulla scomparsa di Giulio Borsari, ecco il ricordo di Giacomo Tansini: “Fu proprio Borsari al fianco di Clay Regazzoni ad inaugurare la prima edizione del GP della Solidarietà: era il 2 luglio 1994, ed è grazie a Giulio se nel 1973 ho potuto conoscere Clay”. Per informazioni, www.clubclayregazzoni.com.

 

 

 

 

 

 

I bolidi della Formula 1 in pista per sconfiggere la paraplegia

Testata: Il Cittadino.

Ferrari e Maserati hanno acceso i motori per sostenere la ricerca sulla paraplegia e far conoscere i problemi legati a questa malattia. È l’iniziativa promossa dall’oratorio San Luigi di Cadilana e dall’associazione “Aiutiamo la paraplegia – Club Clay Regazzoni Onlus” che, per il 17esimo anno consecutivo, hanno realizzato insieme la “Mostra di auto sportive” a scopo benefico. In prima linea nell’organizzazione, il parroco di Cadilana don Luigi Avanti, grande appassionato di motori, ha celebrato domenica mattina la Santa Messa in suffragio di quattro piloti che hanno fatto la storia dell’automobilismo italiano: Eugenio Castellotti, Gabriele Rumi, Michele Alboreto e Clay Regazzoni, il cui casco è stato posizionato sull’altare della chiesa. Terminata la celebrazione, sono arrivate nel cortile dell’oratorio le protagoniste: la Maserati nera da 180 mila euro concessa per un giorno dalla casa automobilistica di Modena, come contributo alla causa dell’associazione, la Minardi Formula 1 dell’azienda Fondmetal di Palosco e il prototipo Osella del 1978 usato per le gare di slalom. Ad attirare l’attenzione degli appassionati non sono state solo le tre Rosse Ferrari: la 458 Italia, la Mondial e la 328, ma anche l’Alpine Renault blu che ha vinto il campionato mondiale di rally negli anni ‘71-’73, la Porsche bianca degli anni settanta e l’Alfa Romeo 147 gta di proprietà del parroco. Con una piccola donazione, gli amanti delle auto sportive hanno potuto fare un giro dal lato del passaggero o cimentarsi in una corsa con il simulatore della Ferrari. Al volante della Maserati, il fondatore del club, Giacomo Tansini, ha accompagnato alcuni partecipanti in un insolito tour. «Dal 1994 siamo impegnati per beneficienza – ha detto don Avanti -. A novembre consegneremo la somma ad alcuni centri clinici e al reparto unità spinale dell’ospedale Niguarda».

 

 

 

 

 

 

È scomparso Giulio Borsari, ex capo macchina di Clay Regazzoni

Il ricordo di Giacomo Tansini:

Nella serata di mercoledì 27 marzo è venuto a mancare Giulio Borsari, ex capo macchina di Clay Regazzoni alla Ferrari e poi amico fraterno fino al 2006.

Fu proprio Giulio Borsari al fianco di Clay Regazzoni ad inaugurare la prima edizione del Gran Premio della solidarietà: era il 2 luglio 1994, ed è grazie a Giulio se dal 1973 ho potuto conoscere Clay Regazzoni.

Sarai sempre nei nostri cuori, seppur con una tristezza profonda. Ciao, Giulio.
Giacomo Tansini

Una vita da corsa, fino all’ultimo respiro

Testata: Kerb Motori.

LA CARRIERA DI CLAY REGAZZONI RIVIVE NELLA MEMORIAL ROOM

Foto Ferrari, Memorial Room

Carrozziere nel garage del padre a Mendrisio, Clay Regazzoni inizia a correre a 24 anni, con una MG Austin Sprite 950 trasformata da spider azzurra in coupé giallo. Conosce Silvio Moser che lo sprona e aiuta, e frequenta la scuola di pilotaggio a Monthlery, della scuderia SAR di Lugano, con segretario Pablo Foletti. Con una Brabham F.3 della scuderia Martinelli e Sonvico si fa notare all’estero. Poi nel ’67 l’ingaggio alla Tecno e nel ’69 quello in Ferrari. Nel ’70 il debutto in F.1 a Zandvoort (4°) e la vittoria a Monza, dove si ripete nel ’75, arriva 2° nel ’76, e 3° nel ’79. Nel ’69 firma un contratto con la Ferrari in F.2, ma l’auto non va; può continuare con la Tecno e andare a vincere l’anno seguente l’Europeo. Che annata grandiosa il 1970! A parte il dramma di Rindt, morto il sabato in prova a Monza. Clay si afferma a Brands Hatch nel ’71 (non valida per il Mondiale) con la disastrosa B2, azzeccando il cambio gomme dopo la pioggia. Il bis nella serie iridata avviene al Nürburgring il 4 agosto 1974, sugli epici 22 km della Nordschleife, con 12 secondi su Reutemann. Lo stesso 4 agosto in cui Fangio nel ’57 fece il suo capolavoro. Vittoria a Digione ’75, nel GP della Svizzera fuori campionato. Primo di nuovo a Monza nel ’75, poi a Long Beach nel ’76, dove il destino lo attenderà spietato quattro anni dopo. Infine Silverstone 1979, l’ultimo successo, ma il primo per la scuderia di Frank Williams, dopo un grande 2° posto nel GP di Monaco. La rottura del pedale del freno della Ensign in fondo alla Shoreline Drive nel 1980, lo costringe alla sedia a rotelle, ma Regazzoni aveva rischiato la vita già altre volte. Nel ’68 su Tecno F.3 a Monaco, quando il rollbar fece leva sul guardrail, altrimenti avrebbe “perso la testa”. Nel ’73 a Kyalami svenne nell’abitacolo colpito al mento, dopo che con Ickx si trovò davanti le macchine di Hailwood e Charlton incidentate. Fu lo stesso Hailwood che lo salvò dall’auto in fiamme. Rischiò anche a Caserta nel 1967, nel funesto GP di F.3, di cui parliamo a pagina 5. Regazzoni poteva vincere il Mondiale nel ’74: a quattro gare dalla fine, sarebbe bastata una parola di Enzo Ferrari per fare gioco di squadra e vincere un titolo che invece andò a Fittipaldi. Lauda non lo aiutò e, come scrisse Borsari, Clay gli renderà la pariglia nel ’76, anche se lui disse che dai box non gli segnalarono un cambio gomme. E pensare che fu proprio Clay a consigliare Lauda a Ferrari nel ’74 al posto di Jarier, e a dare l’ok alla BRM l’anno prima, dove anziché due monoposto ne schierarono tre. Regazzoni ha corso anche a Sebring, Daytona, Le Mans, Indianapolis. A Indy ci andò nel ’77, con una McLaren M16C-Offenhauser appartenente a Simpson, produttore dei caschi, per il team di Teddy Yip. Ebbe uno spaventoso incidente in prova per una barra montata al contrario, ma restò incolume e partì per la gara, dove fu fermato da una perdita dal serbatoio carburante. Con lui c’era anche Giulio Borsari, suo ex-meccanico alla Ferrari, in veste di ospite. Clay era già stato in USA a Seattle nel 1973, con una Lola T330-Chevrolet V8 di F.5000 del Jones/Eisert Racing, e si ritirò dopo esser stato 2° nella sua Batteria e 3° in prova. Fu al via anche nell’ultima gara inglese a Brands Hatch finendo 12°. Dal 1970 al ’74 strinse il volante delle Sport Ferrari e Alfa Romeo. Con Merzario sulla 512S fu costretto al ritiro a Le Mans nel ’70. L’anno seguente vinse con Redman a Kyalami con la 312P; poi nel ’72 con Ickx la 1000 km di Monza, e ancora a Kyalami con Merzario. Per certi versi avanti coi tempi, Clay aprì anche un pub nel ’73 e creò una linea di jeans. Il Clay che ci piace di più però, è quello inedito, che portava la moglie Maria Pia con i figli Gian Maria e Alessia ai box di Monza nel 1974, seduti nella postazione dei cronometristi.

 

 

Giulio Borsari: la F1 da Fangio a Regazzoni

Testata: Kerb Motori.

HA SPENTO IL MOTORE: È STATO IL MECCANICO DEI PIÙ GRANDI

di Andrea Cittadini e Luca Giraldi – Foto Ferrari, Maserati

Giulio Borsari, classe 1925, è morto mercoledì 27 marzo a Modena. Ci eravamo sentiti al telefono la settimana prima. Serviva una sua foto per questo articolo. Grandissima persona Giulio: un signore. Ha fatto la storia della F.1 dall’altra parte della barricata: quella dei meccanici. Entrò come meccanico in Maserati dopo la guerra e seguì l’epopea del Tridente con assi come Stirling Moss e Juan Manuel Fangio, tanto che fu testimone dell’incredibile successo del “Campeon” al Nürburgring. La chiusura del reparto corse alla fine di quell’anno lo portò a Napoli, su suggerimento di Stanguellini: lavorò alcuni mesi da Sabatino Paganelli, elaboratore Lancia e costruttore della vettura omonima. Al ritorno a Modena fu assunto da Mimmo Dei della Scuderia Centro-Sud. In questi anni fece provare una Osca all’olimpionico Livio Berruti sull’Aerautodromo di Modena, come da foto nell’altra pagina. Nel 1962 Borsari entrò alla Ferrari e due anni dopo divenne capo-meccanico della squadra di F.1. E’ rimasto a Maranello fino al 1977, seguendo campioni come Bandini, Regazzoni, Surtees, Ickx. Fece in tempo anche ad assistere alle prime esperienze di Gilles Villeneuve. Ma l’età delle pensione ormai era arrivata; inoltre il Drake non aveva mandato giù che lui avesse preso dei giorni di ferie per andare a Indianapolis a veder correre Regazzoni, ospite di Clay. Infatti lo aveva spostato a seguire i motori Dino V6 di F.2 che nel ’77 Ferrari concesse alla Scuderia Everest di Giancarlo Minardi, per equipaggiare le Ralt prima e le Chevron poi, nel 1978: piloti Brancatelli, Leoni, Guerra e De Angelis. Meglio lasciare, si chiuderva un ciclo. Il destino di Borsari è stato legato soprattutto a quello di due piloti: Juan Manuel Fangio e Clay Regazzoni. Curiosamente entrambi vinsero al Nürburgring nella giornata del 4 agosto; nel 1957 l’argentino, nel 1974 il ticinese. Il 4 agosto dell’anno 1967, corre invece la mia data di nascita. Un filo rosso lega questi due successi a Borsari e in qualche modo anche a me, visto che mi fa piacere sapere che in quella data due eccellenti cavalieri fecero la loro magnifica impresa. Borsari fu molto vicino anche a John Surtees e a Jacky Ickx, entrambi accomunati da un altro aneddoto: si sentiva in colpa perché per un suo errore incapparono in due brutti incidenti, ma fortunatamente non ci furono conseguenze. Due sbagli in carriera possono capitare a tutti e la grande giostra delle corse, specie all’epoca, prevedeva anche queste evenienze. Grande l’onestà intellettuale di Borsari comunque, nel ricordare questi episodi. Una volta in pensione, Borsari ha continuato a seguire il mondo delle corse, e ha fondato il “Club Meccanici Anziani Formula Uno. Dal suo libro “La Ferrari in tuta” scritto con Cesare De Agostini – edizioni Autosprint, estrapoliamo questo scambio di cortesie. “Quando l’agenzia viaggi di Lugano mi comunicò che c’era un biglietto prenotato a mio nome per il volo Milano-New York-Indianapolis, confesso, è stato il momento più bello della mia carriera di meccanico da corsa. Era il 20 maggio 1977: avrei potuto assistere alla più spettacolare e famosa corsa del mondo. Se ho vissuto quei lunghi esaltanti momenti, lo debbo alla sensibilità di un carissimo amico e di un grande campione: Clay Regazzoni. Grazie Clay! Giulio”. Queste sono invece le parole di Clay: “Giulio, oltre ad essere stato il capomeccanico della mia squadra, è un amico, un “fedele”. Con me ha gioito e sofferto durante la mia permanenza in Ferrari. Amava lui stesso collaudare le vetture, dare l’ultimo tocco con molta cura e precisione. Lo ricordo, quando ancora non esisteva la pista di Fiorano, dopo ogni revisione delle vetture, girare sull’acciottolato del cortile interno della fabbrica, a Maranello, per il primo rodaggio. Clay Regazzoni”.

BORSARI RICORDA FANGIO

“Quel 4 agosto al Nürburgring, noi della Maserati utilizzavamo pneumatici Pirelli, i migliori, ma che non coprivano l’intera distanza. Ferrari, invece, aveva gomme Englebert che duravano per tutta la corsa. I giri in programma erano 22, Fangio doveva dunque fermarsi a metà gara per il cambio. Decidemmo di farlo partire con metà serbatoio, per sfruttare il minor peso rispetto alle Ferrari; avrebbe dovuto costruirsi un vantaggio sufficiente a tenere la testa anche dopo la sosta ai box. Al via scattarono Mike Hawthorn e Peter Collins, poi dopo due giri Fangio andò al comando, fermandosi come previsto al dodicesimo passaggio. Durante la sosta, ecco l’inconveniente! Nel cambiare le ruote posteriori, il gallettone di quella destra rotolò via e finì sotto la macchina. Una volta inserita la gomma nuova, il meccanico Manni non lo trovò più! Io normalmente facevo il rifornimento di benzina, ma in quell’occasione se ne stava occupando Guerrino Bertocchi, il capo-meccanico Maserati. Insomma, io ero lì intorno, fortunatamente lo vidi e urlai: “il gallettone, il gallettone!”. Fangio ripartì dopo 54-55 secondi, trenta in più del previsto! Infatti mediamente ne servivano 20-22. Mancavano dieci giri, e doveva recuperare quasi un minuto. Quella, credo sia stata, come poi lo stesso pilota argentino ha confessato in varie occasioni, la corsa dove ha rischiato di più, perché recuperare 10-12 secondi in un giro al Nürburgring significava andare alla disperata. Lì ha dimostrato e ha fatto vedere quello che era: il Maestro. Di mondiali ne aveva già vinti quattro. Ne aggiunse un quinto. Giulio Borsari”.

 

 

Club Clay Regazzoni in vetrina

Testata: La Provincia.

Gradella. Programma del 2013 e campagna tesseramenti

GRADELLA — L’Osteria degli Amici della frazione di Pandino ha ospitato, nei giorni scorsi, la serata di presentazione dell’annata 2013 del club Clay Regazzoni e del Minardi club di Paullo-Castelleone. Come tradizione è stata l’occasione per lanciare la campagna tessaramento del sodalizio. I sostenitori, acquistando la tessera del Regazzoni, aiutano la ricerca scientifica a favore della paraplegia. Tra gli ospiti della serata l’ex pilota di Formula 1 Ivan Capelli e l’ingegner Giancarlo Bruno, oggi commentatori tv in Rai per i Gran premi. E’ stato un appuntamento conviviale all’insegna dell’amicizia, nel corso del quale non sono mancati gli aneddoti raccontati sia da Capelli che da Bruno e relativi al magico mondo della Formula 1. Capelli ha ripercorso la sua vita da pilota, dal primo giro in kart all’esperienza in Ferrari. Tra i presenti Giacomo Tansini, fondatore e presidente onorario del clubRegazzoni e Giorgio Identici. La serata si è conclusa con la consegna del casco d’oro alla memoria di Clay Regazzoni.